Istituto Gazzera Magliano
|
L’ Istituto Gazzera Magliano ebbe origine da un atto testamentario del 1875, anno in cui un illustre benese, per lungo
tempo sindaco della città, Giorgio Vincenzo Gazzera, non avendo figli lasciò la propria cospicua fortuna al cugino Don Luigi Magliano , Cavaliere, Avvocato e Teologo.
A sua volta don Magliano, con atto testamentario del 1892 legò questo patrimonio alla fondazione di un orfanotrofio, come risulta dall'art.20 del suddetto testamento: “essendo mia volontà conforme a quella manifestatami dal predetto mio cugino Cavaliere Gazzera Giorgio Vincenzo che.......(omissis).......sia fondato un Orfanotrofio Maschile colla denominazione di Orfanotrofio Gazzera e Magliano ordino e chiamo questo in erede mio universale alle seguenti condizioni |
![]() Giorgio Vincenzo Gazzera |
|
![]() Don Luigi Magliano |
1° - Che il pio Istituto da erigersi in ente morale Costituisca sempre da se uno stabilimento distinto e separato da non essere mai confuso od annesso
a qualsiasi altro stabilimento,e quando questa mia precisa volontà non fosse eseguita ,resta revocata tale mia disposizione,e in sua vece chiamo a
mio erede universale la piccola Casa della provvidenza eretta in Torino,comunemente chiamata Ospedale del Cottolengo...........omissis”.(tale
condizione ha determinato il recente atto di transazione con l'Istituto Cottolengo che viene riportato in altra parte del giornale).
Nasceva l’”Orfanotrofio Maschile Gazzera Magliano” . |
|
|
Scopo statutario era quello di “soccorrere i poveri orfani dal sesto al ventunesimo anno di età, ricoverandoli nell’Istituto e
provvedendo al loro mantenimento, cura, istruzione e educazione morale, civile e religiosa”, avviandoli inoltre ad una professione.
Nei decenni successivi si estese la possibilità di accesso al collegio anche ai giovani non orfani, se poveri. Gli ospiti di famiglie
che disponevano di reddito pagavano invece la retta, contribuendo così al sostentamento dell’istituzione. L’intento era quello di offrire
a bambini e giovani accesso ad un buon livello di educazione e di formazione professionale. Sede dell’orfanotrofio fu proprio lo stabile principale facente parte del lascito ereditario, cioè l’edifico sito nel tratto di Via Roma compreso tra Piazza Botero e Via Torino, edificio attualmente definito come“ casa Morra” dal nome di più recenti proprietari. Nel 1893 l’orfanotrofio venne con Reale Decreto riconosciuto come Ente Morale, e fin dai primi anni fu considerato dai benesi come istituzione meritoria. | ||
|
L’Orfanotrofio traeva i propri mezzi di sostentamento dai redditi delle proprietà fondiarie che al tempo facevano parte del patrimonio: le cascine di
Bene Vagienna (Palazzotto, Cascina Rossa, Santa Maria e Cascina Gazzera) e la cascina Palazzo di Narzole.
Assolto l’obbligo scolastico con il compimento dei dodici anni, gli orfani o continuavano gli studi o venivano introdotti nel mondo del lavoro, il più possibile “tenendo conto delle aspirazioni” individuali, presso i laboratori e le industrie locali. Il loro stipendio veniva corrisposto all’orfanotrofio, ma la direzione dell’Istituto poteva stabilire, a vantaggio dei giovani più meritevoli, che una parte di esso venisse accantonato in un conto corrente postale personale: ciascun giovane lo avrebbe poi riscosso al ventunesimo anno di età. Dal 1907, Dottor Giuseppe Assandria presidente , l’edificio dell’Orfanotrofio ospitò una Tipografia. Si cercava così di creare dall’interno sbocchi professionali per gli orfani e per gli altri giovani. L’avviamento del laboratorio e la formazione degli apprendisti furono curati dal tipografo fossanese Operti, e nella Tipografia fu dato alla stampa il primo giornale benese, la “Vita Nuova”, il 1 gennaio del 1910. Nel frattempo cresceva la fiducia delle famiglie nei confronti dell’Ente, e le donazioni a favore degli ospiti dell’Istituto aumentavano. Nel 1919 il Consiglio Comunale deliberò di concedere all’Ente la “casa don Oreglia” e il palazzo del Collegio di via XX Settembre. In cambio il Gazzera Magliano concesse al comune l'uso gratuito per 10 anni di palazzo Morra al fine di ospitare le scuole femminili e la quinta e sesta classe delle maschili, a completamento dei locali scolastici dislocati nel vicino Palazzo Rorà. Nel 1926 si deliberò la definitiva vendita, in lotti, della casa originaria dell’Orfanotrofio, appunto palazzo Morra. |
![]() il blasone finemente disegnato presenta due scudi accollati ed inclinati,quello di destra è della Citta' di Bene Vagienna mentre l'altro è impartito dagli emblemi delle famiglie Gazzera e Magliano |
|
|
In quegli stessi anni si delineò e prese forma la convenzione con i Salesiani, formalizzata nel 1923. In un primo tempo i Salesiani gestirono
una scuola agraria , poi aprirono anche il Ginnasio. Significativi i dubbi espressi in merito da una parte del Consiglio Direttivo dell’Orfanotrofio: si temeva che la vocazione alla professionalizzazione dei giovani venisse meno. Comunque il Ginnasio venne aperto. Per convenzione i Salesiani erano tenuti ad ospitare almeno 18 orfani, la cui retta era a carico dell’Orfanotrofio. Tutti gli altri studenti venivano anche da molto lontano, e furono moltissimi i ragazzi che si avvicendarono per tutta la durata della gestione Salesiana. Nel 1951 scadde la convenzione, e i Salesiani non ne chiesero il rinnovo. Dal 1952 si convenzionarono invece i Padri della Consolata. Nel periodo di oltre venticinque anni della loro gestione giunsero ad ospitare fino a 120 ragazzi. Un anno gli ospiti furono così numerosi che venne adibito a dormitorio della classe V Ginnasio una parte del convento francescano. Dagli anni 70 in poi subentrò un graduale declino della scuola, fino all’utilizzo da parte dei Consolatini della struttura esclusivamente come centro di animazione Missionaria e sede di campi estivi di formazione e di lavoro per giovani. Tutto ciò fino al 1989, anno della partenza dei Padri da Bene Vagienna. Nel corso della seconda metà del Novecento, è venuto gradualmente sempre meno ad incidere sulla società il problema degli orfani, rispetto al settantennio precedente. Così nelle scelte dell’Ente (non più “Orfanotrofio” ma semplicemente “Gazzera Magliano”), accanto alla vocazione al soccorso della gioventù basata sulla volontà dei fondatori , è andata affiancandosi un’attenzione volta a diverse realtà di cooperazione, volontariato e aggregazione sociale. Scopi via via sanciti dal rinnovarsi degli Statuti, e concretamente applicati nel dare spazio alle varie associazioni ad oggi ospitate nel grande edificio di Via XX Settembre, che comunque è tutt’ora, e da circa 35 anni, sede della Scuola Media di Bene Vagienna. Tali associazioni spaziano dal Centro Anziani al Gruppo Alpini, dai Donatori di sangue alla Banda cittadina, dagli amici della montagna del Gruppo Oreglia agli Artigiani, alla Caritas. Con quest’ultima in particolare viene a delinearsi l’ impostazione che l’Amministrazione attuale intenderebbe adottare: focalizzare gli intenti nella direzione dell’accoglienza e dell’aiuto ai ceti deboli e bisognosi dei nostri giorni, promuovendo e supportando il grande lavoro già ampiamente sperimentato appunto dalla Caritas benese in questo primo decennio del nuovo millennio. Di concerto con la Caritas e con le altre associazioni di volontariato interessate, si vorrebbe creare un Centro di ascolto rinnovato, ampio ed accogliente, che potesse essere utile a molti, con un occhio di riguardo, oltre che a tutte le situazioni di disagio sociale, anche agli anziani e possibilmente ai disabili. La consapevolezza è che la promozione sociale di tutte le persone sarebbe stata a cuore ai benefattori Gazzera e Magliano, e rientra idealmente in quella che fu la loro nobile aspirazione a migliorare il mondo cominciando dalla realtà locale. Gabriella Ferrero, vice Presidente dell’Istituto. (Ringrazio gli architetti Gianluca Giubergia e Luciano Oreglia per aver messo a disposizione la loro tesi di laurea, e il professor Tommaso Salzotti per le accurate notizie contenute nel volume: “Una storia dimenticata. Politica e cultura nei giornali benesi del primo Novecento”). | ||


